diego fusaro

Diego Fusaro è nato a Torino il 15 giugno 1983.
È professore di filosofia all’Università San Raffaele di Milano. La giovane età non gli ha impedito di essere genitore di una vasta letteratura composta di molti saggi e di un buon numero di articoli. Dei libri scritti, citiamo, tra gli altri, “Bentornato Marx” (2009), “Essere senza tempo” (2010), “Minima Mercatalia” (2012) e l’ultimo lavoro, “Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione” (2014).

I punti di forza (tra gli altri) della sua vasta riflessione filosofica sono almeno quattro:

1 – La centralità della filosofia come scienza veritativa per eccellenza che ha per oggetto di studio la totalità. La totalità odierna è il capitalismo assoluto, segno distintivo dell’epoca attuale – e momento speculativo del suo processo dialettico –, che rappresenta la fase più avanzata dell’alienazione dell’umanità rispetto alle proprie potenzialità ontologiche. In pratica, l’uomo – in questo momento storico – è quanto più distante vi sia dalle proprie caratteristiche di socialità ed è inoltre privato del senso della misura e del limite rispetto a qualsiasi altra epoca. Individualismo possessivo e illimitatezza dei desideri sono l’orizzonte quotidiano dell’umanità alienata, a cui si aggiungono la flessibilità adattiva e la precarietà esistenziale. All’alienazione così intesa si sommano i dolorosi drammi dello sfruttamento, del moderno schiavismo e dell’ingiustizia sociale sistematica. Il capitalismo assoluto si presenta come sistema insuperabile e intrascendibile e programma l’umanità per essere colto come oggettività sostanzialmente immodificabile.

2 – Attraverso la potenza della prassi, però, il capitalismo assoluto può essere messo in discussione – come ridialettizzazione del momento speculativo – e deve costituire una realtà da interpretare e trasformare. Il soggetto atto alla superabilità dell’epoca attuale è un’umanità che intende se stessa come creatrice della realtà in cui vive, ove un pensiero dialettico critico si coniuga con una prassi politica trasformatrice dell’esistente. Questo soggetto è costituito sulla linea degli insegnamenti dell’Io pratico di Johann Gottlieb Fichte, del pensiero dialettico di Georg Friedrich Hegel, della prassi trasformatrice di Karl Marx, dell’Io come atto pratico-trasformatore di Giovanni Gentile, della filosofia della prassi di Antonio Gramsci e dell’ontologia dell’essere sociale di Gyorgy Lukacs e Costanzo Preve, di contro al soggetto attuale – desocializzato, destoricizzato nonché impotente e rassegnato prigioniero di un eterno presente – costituitosi sulla formalizzazione astratta operata su esso attraverso una linea di pensiero che parte da Renato Cartesio, passa da Tomas Hobbes, David Hume, John Locke e giunge – nella sua massima espressione – a Immanuel Kant.

3 – Dagli antichi greci riprende almeno tre importanti elementi:acrop
a) Il ripristino della natura umana – Aristotele docet – come dimensione del soggetto umano quale portatore di socialità comunitaria, linguaggio e calcolo razionale dei rapporti sociali tesi alla giustizia.
b) Il ripristino del Metron quale simbolo del senso della misura con cui arginare l’illimitatezza dei desideri, dell’accumulazione delle ricchezze e della produzione delle merci. c) L’incorporamento dell’economia nella politica, con il primato di quest’ultima sulla prima.

4 – Un nuovo comunitarismo come progetto politico in cui l’universalità dei valori umani fondamentali ripristinati (presenti nella natura umana aristotelica) e disalienati dalla ferocia della forma merce capitalistica siano coniugati con la particolarità e la specificità culturale di ogni singolo popolo, dando vita ad un magico connubio tra l’unità (l’amicizia) dei popoli e l’identità (diverse e plurali) di ognuno di essi.

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Critica alla tecnica